Studio Legale Petrali · Guida alla scelta

Come scegliere un avvocato penalista, anche per il diritto penale d’impresa

Si sceglie un avvocato penalista verificando tre cose concrete: che il penale sia la materia che tratta abitualmente e non una fra le tante, che abbia esperienza specifica nel tipo di procedimento che vi riguarda, e che garantisca il costante contatto professionista-assistito. A queste si aggiunge la chiarezza, fin dal primo incontro, su cosa comporta il mandato e su come è determinato il compenso. Nessun professionista serio può promettere un esito, e una promessa di questo tipo è già di per sé un motivo per rivolgersi altrove.

Quando serve subito un penalista

Alcuni atti segnalano che un procedimento è già in corso e che i termini stanno correndo. In questi casi il tempo perso raramente si recupera.

L’informazione di garanzia. È l’atto con cui si apprende di essere sottoposti a indagine e contiene l’invito a nominare un difensore di fiducia. Non è un’accusa definitiva né un rinvio a giudizio, ma è il momento in cui la difesa può iniziare a incidere: accesso agli atti ostensibili, investigazioni difensive, deposito di memorie.

La perquisizione e il sequestro. Sono atti a sorpresa, per definizione: il verbale che si forma in quei minuti condiziona il seguito, e contro il sequestro decorrono termini brevi per la richiesta di riesame. Nel penale d’impresa il sequestro di documenti, dispositivi o disponibilità finanziarie è spesso il danno più immediato, ben prima di qualsiasi condanna.

L’invito a comparire per rendere interrogatorio. La decisione se rispondere, se avvalersi della facoltà di non rispondere o se depositare dichiarazioni scritte va presa dopo aver visto gli atti a disposizione e aver concordato con il proprio avvocato la strategia difensiva, non davanti al verbalizzante.

L’avviso di conclusione delle indagini ex art. 415-bis c.p.p. Apre una finestra a termine per esaminare l’intero fascicolo, depositare memorie e documenti, indicare prove, chiedere di essere interrogati. È l’ultima occasione strutturata per evitare l’esercizio dell’azione penale, e il termine è perentorio: va calendarizzato lo stesso giorno in cui l’atto viene ricevuto.

Vale anche per la persona offesa: la scelta se e come costituirsi, quali atti sollecitare, se presentare querela e in quali termini, richiede assistenza tecnica tanto quanto la posizione dell’indagato.

I criteri di scelta

Specializzazione effettiva. Il penale ha regole processuali proprie, tempi propri e una tecnica difensiva che non si improvvisa. Verificate che il professionista tratti abitualmente procedimenti penali, non che li accetti occasionalmente.

Esperienza nella materia specifica. Il penale non è un blocco unico. Reati tributari, bancarotta e reati societari, sicurezza sul lavoro, ambiente, responsabilità degli enti: ciascuna area ha un proprio corpo normativo, una propria giurisprudenza e prassi accertative diverse. Chiedere quali procedimenti di quel tipo il difensore abbia seguito è legittimo, e la risposta è indicativa.

Reperibilità. Perquisizioni, arresti, convocazioni e scadenze processuali non seguono l’orario d’ufficio. Chiarite chi risponde in caso di urgenza e chi segue materialmente il fascicolo.

Chiarezza sul mandato e sul compenso. Il mandato deve indicare per quale procedimento e per quali fasi è conferito. Sul compenso, un preventivo scritto con i criteri di determinazione — attività prevista, fasi, spese — è la prassi corretta e va chiesto senza imbarazzo.

Franchezza sulla valutazione. Un difensore utile dice anche ciò che non si vuole sentire: dove l’accusa è solida, quali rischi comporta una scelta processuale, quali esiti sono realisticamente in gioco.

Difensore di fiducia e difensore d’ufficio

Il difensore di fiducia è nominato dall’interessato (art. 96 c.p.p.), che sceglie il professionista e può nominarne fino a due. Il difensore d’ufficio (art. 97 c.p.p.) è designato dall’autorità procedente quando l’interessato non ha provveduto, per garantire che nessuno resti privo di difesa tecnica: è un avvocato iscritto in appositi elenchi, con obblighi di reperibilità. La differenza pratica non è di qualità professionale, ma di scelta: il difensore di fiducia viene selezionato dall’assistito. La nomina di fiducia sostituisce automaticamente quella d’ufficio.

Perché nel penale d’impresa contano i profili contabili e fiscali

Nei procedimenti che nascono da verifiche fiscali, contestazioni contributive, procedure concorsuali o segnalazioni di operazioni sospette, il fatto contestato è ricostruito attraverso documenti contabili, dichiarazioni, flussi finanziari e scritture. La difesa che si limita al piano giuridico senza entrare nel merito dei numeri lavora al buio.

Serve quindi che il difensore sappia leggere un processo verbale di constatazione, individuare dove la ricostruzione dell’accertamento è congetturale, e coordinarsi con il commercialista dell’impresa e con i consulenti tecnici di parte per l’analisi contabile, estimativa o informatica. Vale anche la distinzione tra il piano tributario o amministrativo e quello penale: sono procedimenti autonomi, con regole probatorie diverse, e ciò che è definito in sede fiscale non chiude automaticamente il procedimento penale, pur potendo rilevare.

Nei procedimenti a carico degli enti si aggiunge un piano ulteriore: la posizione della società non coincide con quella della persona fisica indagata, e la difesa dell’una può confliggere con quella dell’altra. Vanno verificate fin dall’inizio le esigenze di difese distinte e la posizione dell’organismo di vigilanza.

Domande frequenti

Cosa fare appena si riceve un’informazione di garanzia o si viene identificati dalla Polizia Giudiziaria?

Se in sede di redazione del verbale si è nominato un avvocato di fiducia, occorre contattarlo per predisporre la difesa. Qualora non si sia stati in grado di farlo, l’ufficio procedente ne attribuisce uno d’ufficio, che, allo stesso modo, deve essere contattato per i necessari conseguenti adempimenti. Il soggetto interessato può valutare di proseguire con il difensore d’ufficio, potendo anche convertire la nomina d’ufficio in nomina di fiducia, oppure nominarne uno di sua fiducia, e in tal caso decade in automatico quella attribuita d’ufficio.

Il difensore d’ufficio è gratuito?

No. Il difensore d’ufficio ha diritto al proprio compenso, che resta a carico dell’assistito. È diverso il patrocinio a spese dello Stato, che presuppone un’apposita istanza e i requisiti di reddito previsti dalla legge: in quel caso il compenso è liquidato dallo Stato, e vi si può accedere anche con un difensore di fiducia iscritto nelle relative liste.

Si può cambiare difensore durante il procedimento?

Sì. La revoca e la nuova nomina sono libere e non richiedono di motivare la scelta. È opportuno curare il passaggio del fascicolo e verificare quali termini siano già decorsi o in scadenza, perché il cambio di difensore non li riapre.

Cosa copre la responsabilità 231 dell’ente?

Il D.Lgs. 231/2001 prevede una responsabilità della società, dell’associazione o dell’ente per una serie tipizzata di reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio da soggetti in posizione apicale o da sottoposti. È autonoma rispetto a quella della persona fisica e comporta sanzioni pecuniarie, possibili misure interdittive e confisca del profitto. L’adozione ed efficace attuazione di un modello di organizzazione e gestione idoneo, con un organismo di vigilanza operante, rileva ai fini dell’esclusione o della riduzione della responsabilità.

Quanto costa un penalista?

Dipende dalla materia, dalla fase e dall’attività effettivamente necessaria: una cifra indicata prima di conoscere gli atti non sarebbe attendibile. La regola è che il compenso sia concordato per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico, con l’indicazione dei criteri di calcolo, delle fasi coperte e delle spese, e che ogni ampliamento dell’attività sia oggetto di un aggiornamento altrettanto scritto.

Lo Studio Petrali si occupa di diritto penale dell’economia e dell’impresa, con presìdi a Milano, Monza e Ferrara; per un contatto è disponibile la pagina Contatti.