Osservatorio di Diritto Penale · – 29 Luglio 2026
Il decreto legislativo 21 aprile 2026, n. 81 dà attuazione alla direttiva (UE) 2024/1203, che ha sostituito le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE in materia di tutela penale dell’ambiente. L’intervento non si limita a ritoccare le fattispecie del codice penale e del testo unico ambientale: il Titolo III del decreto modifica espressamente il d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, ampliando il catalogo dei reati presupposto rilevanti per la responsabilità amministrativa degli enti e rimodulando l’apparato sanzionatorio dell’art. 25-undecies.
Per le imprese l’effetto pratico è duplice. Da un lato si allarga il perimetro dei fatti che possono innescare un procedimento a carico dell’ente, con ricadute immediate sulla mappatura dei rischi e sui protocolli del modello organizzativo; dall’altro cresce l’esposizione sanzionatoria, anche interdittiva, per filiere produttive finora considerate marginali sotto il profilo 231. È il momento di rileggere la parte speciale ambientale del modello, verificare deleghe e flussi informativi verso l’organismo di vigilanza e aggiornare la valutazione dei rischi alla luce delle nuove fattispecie.
Nota di sintesi a cura dello Studio Legale Petrali, elaborata su fonti normative ufficiali (Gazzetta Ufficiale, Normattiva). Il testo non riproduce contributi di terzi e non costituisce consulenza legale.